{"id":372,"date":"2016-06-22T10:56:33","date_gmt":"2016-06-22T08:56:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conciliazionecila.it\/blog\/?p=372"},"modified":"2016-06-22T10:56:33","modified_gmt":"2016-06-22T08:56:33","slug":"corte-dappello-di-milano-ordinanza-22-3-2016-mediazione-in-appello-alternativa-utile-per-le-parti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conciliazionecila.it\/blog\/corte-dappello-di-milano-ordinanza-22-3-2016-mediazione-in-appello-alternativa-utile-per-le-parti\/","title":{"rendered":"Corte d&#8217;appello di Milano, ordinanza 22.3.2016 &#8211; Mediazione in appello, alternativa utile per le parti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><strong>Corte di Appello di Milano, ordinanza 22.3.2016<\/strong><\/p>\n<p>Il giudice, anche in sede di giudizio di appello, valutata la natura della causa, lo stato dell\u2019istruzione e il comportamento delle parti, pu\u00f2 disporre l\u2019esperimento del procedimento di mediazione che in tal caso \u00e8 condizione di procedibilit\u00e0 della domanda giudiziale.<br \/>\nTrattasi di una facolt\u00e0 che il giudice esercita con discrezione e attraverso una preliminare considerazione della qualit\u00e0 delle parti e della particolarit\u00e0 della lite sottoposta al vaglio del giudice.<br \/>\nLa normativa sulla mediazione intende incentivare strumenti di risoluzione delle controversie con l\u2019assistenza di un mediatore qualificato al fine di promuovere una stabile composizione amichevole delle controversie e di ridurre i costi del contenzioso civile, senza peraltro costituire un\u2019alternativa deteriore alla giurisdizione o all&#8217;arbitrato.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"http:\/\/www.conciliazionecila.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/hammer-719066_1920.jpg\" rel=\"attachment wp-att-253\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-253\" src=\"http:\/\/www.conciliazionecila.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/hammer-719066_1920-300x225.jpg\" alt=\"Sentenza\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.conciliazionecila.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/hammer-719066_1920-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.conciliazionecila.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/hammer-719066_1920-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.conciliazionecila.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/hammer-719066_1920-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.conciliazionecila.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/hammer-719066_1920.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Testo integrale:<\/strong><br \/>\n<strong>CORTE DI APPELLO DI MILANO<\/strong><br \/>\n<strong>SEZIONE PRIMA CIVILE<\/strong><\/p>\n<p>nelle persone dei seguenti magistrati:<br \/>\ndott. Rosella Boiti Presidente<br \/>\ndott. Alberto Massimo Vigorelli Consigliere<br \/>\ndott. Francesca Fiecconi Consigliere Relatore<br \/>\nNella causa iscritta al n.r.g.___\/2015<br \/>\n<strong>promossa da:<\/strong><br \/>\nCassa di Risparmio di C.____con l\u2019 Avv. ___ Appellante<br \/>\n<strong>contro<\/strong><br \/>\nFallimento ___ srl, con l\u2019 Avv.___<br \/>\n<strong>e<\/strong><br \/>\nC. SRL, con il patrocinio dell\u2019 Avv.____ Appellati<\/p>\n<p>La Corte, come sopra composta, a scioglimento della riserva assunta all\u2019udienza del 22.03.2016, ha pronunciato la seguente<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Ordinanza<\/strong><br \/>\nRilevato in fatto che:<br \/>\n<strong>1.<\/strong> Con atto di citazione ritualmente notificato, la societ\u00e0\u2026 S.r.l. proponeva opposizione avverso il decreto ingiuntivo n ___\/2001 emesso nei suoi confronti dal Tribunale di Lodi il 17.01.2011 a favore della Societ\u00e0 Fall.to\u2026. S.r.l. con cui le veniva ingiunto il pagamento della somma di \u20ac 175.611,34 per prestazioni di trasporto merce. In particolare, la societ\u00e0 attrice deduceva:<br \/>\ni) la carenza di legittimazione attiva del Fall.to S.r.l. con riguardo alle fatture nn. ___ del 2009, poich\u00e9 le stesse avrebbero formato oggetto di cessione alla Cassa di Risparmio di C.____ Detta cessione sarebbe stata regolarmente notificata alla debitrice esecutata con raccomandata a\/r del 24.02.2009, pervenuta al destinatario il 26.02.2009;<br \/>\nii) la carenza di legittimazione attiva del Fall.to \u2026 S.r.l., in ordine alle fatture nn. ___ del 2009, atteso che l\u2019indicazione contenuta nelle fatture in questione \u201cbanca appoggio \u2026 conto anticipi\u201d costituirebbe cessione di tali crediti al predetto istituto di credito e contestuale notifica a \u2026 S.r.l. della cessione stessa;<br \/>\niii) la sussistenza di errori di conteggio in relazione alle fatture del punto precedente;<br \/>\niv) la mancata detrazione della somma di \u20ac 3.194,85 versata da\u2026 S.rl. come da comunicazione dell\u2019Avv. \u2026 del 19.03.2010; di \u20ac 1.483,14 a pagamento delle fatture nn. 41-42, nonch\u00e9 di \u20ac 170,40, in forza di note di credito emesse dall\u2019opposta;<br \/>\nv) la mancata ricezione delle fatture nn. __ del 2009.<br \/>\n<strong>2<\/strong> \u2026. S.r.l. chiedeva inoltre la chiamata in causa della Cassa di Risparmio di C.____ che, costituitasi in giudizio, assumeva di essere creditrice dell\u2019attrice per l\u2019importo di \u20ac 55.348,00 di cui alle fatture indicate al punto i) in forza di atto di cessione di credito regolarmente notificato al debitore ceduto con raccomandata del 24.2.2009, ricevuta il 26.2.2009, come risultante dall\u2019avviso di ricevimento della raccomandata sottoscritta dal destinatario con timbro postale del 26.2.2009. Tale cessione sarebbe stata notificata a \u2026 S.r.l. prima della sentenza del Tribunale di Lodi del 24.3.2009 che ha dichiarato l\u2019insolvenza della societ\u00e0, cui poi \u00e8 seguita la sentenza dichiarativa del fallimento in data 26.2.2010.<br \/>\n<strong>3.<\/strong> Si costituiva anche il Fall.to \u2026. S.r.l. che, di contro, contestava quanto addotto dall&#8217;opponente e chiedeva la reiezione delle domande in quanto infondate in fatto e diritto.<br \/>\n<strong>4.<\/strong> Il Tribunale di Lodi, con sentenza n. \u2026\/2015, depositata il 16.4.2015, confermava il decreto ingiuntivo opposto rilevando che, con riguardo alle fatture del Fall.to \u2026. S.r.l. nn. ___ del 2009, la racc. a\/r del 24.2.2009 con cui sarebbe stata notificata a\u2026S.r.l. la cessione del credito alla Cassa di Risparmio di C.____ non sarebbe idonea a provare con certezza la data della notifica in esame atteso che, per la notifica della cessione del credito, il timbro postale risulterebbe apposto su un documento diverso rispetto alla missiva (l\u2019avviso di ricevimento), n\u00e9 si potrebbe affermare che vi sia correlazione sicura tra l\u2019avviso di ricevimento e il testo della raccomandata contenuta nella busta recapitata.<br \/>\n<strong>5.<\/strong> Sulla base di tali considerazioni, il Tribunale ha ritenuto che il titolare del credito azionato sarebbe stato il Fall.to___ S.r.l. stante la carenza di prova dell\u2019anteriorit\u00e0 della notifica di cessione del credito al debitore ceduto rispetto alla sentenza dichiarativa dell\u2019insolvenza.<br \/>\n<strong>6.<\/strong> In ordine alle fatture nn. ___ del 2009, il Tribunale ha ritenuto che l\u2019indicazione contenuta nelle suddette fatture \u201d banca appoggio S. conto anticipi\u201d costituirebbe notifica a \u2026. S.r.l. dell\u2019avvenuta cessione anche di tali crediti al predetto istituto di credito.<br \/>\n<strong>7.<\/strong> Quanto poi alle fatture nn. ____ del 2009 il giudice di primo grado ha rilevato che l\u2019opponente\u2026. S.r.l. non avrebbe contestato n\u00e8 l\u2019esecuzione delle prestazioni descritte nelle fatture stesse, n\u00e9 il corrispettivo indicato, dovendo riconoscersi al Fall.to___ S.r.l. anche il credito relativo a tali documenti.<br \/>\n<strong>8.<\/strong> Infine, con riferimento alle detrazioni invocata da \u2026 il giudice di prime cure ha affermato che l\u2019asserito credito dell\u2019opponente per \u201d rimborso per danno merce\u201d sarebbe stato tratto da una quantificazione unilaterale di un danno contestato al Fall.to___ S.r.l. e non sarebbe stato provato. Il giudice ha altres\u00ec ritenuto non provato il pagamento da parte di \u2026 S.r.l. al Fall.to___ S.r.l. dell\u2019importo di \u20ac 3.194,35, atteso che sarebbe inconferente quanto riportato dall\u2019avv. B. nella missiva del 19.3.2010.<br \/>\n<strong>9.<\/strong> Avverso tale sentenza la Cassa di Risparmio di C.____ svolge appello contestando quanto addotto dal giudice di primo grado e deducendo l\u2019efficacia della cessione del credito vantato nei confronti di \u2026 S.r.l. atteso che il contratto di cessione intervenuto tra il Fall.to \u2026. S.r.l. e la Cassa di Risparmio di C.____ sarebbe anteriore al fallimento della cedente e pertanto opponibile.<br \/>\n<strong>10.<\/strong> Inoltre l\u2019appellante deduce che la notifica della cessione del credito costituirebbe, ai sensi degli artt. 1264 e 1335 c.c., un atto a forma libera ricettizio non soggetto a particolari formalit\u00e0, operando la presunzione di conoscenza di cui all\u2019art. 1335 c.c., salvo prova contraria fornita dall&#8217;interessato. In particolare, l\u2019invio di raccomandata a\/r sarebbe valido e sufficiente ai fini della notificazione della cessione, in quanto il timbro postale apposto sull\u2019avviso di ricevimento costituirebbe formalit\u00e0 sufficiente ad attribuire dara certa alla notifica stessa, agli effetti dell\u2019art. 1265 c.c..<br \/>\n<strong>11.<\/strong> In base a quanto suesposto, spetterebbe al destinatario dimostrare di non aver mai ricevuto la comunicazione inviata tramite raccomandata a\/r. Nel caso in esame, \u2026 S.r.l. avrebbe confermato l\u2019avvenuta ricezione della notifica della cessione sia a mezzo raccomandata, che a mezzo fax ( cfr. docc. 12\/13).<br \/>\n<strong>12.<\/strong> Infine, l\u2019appellante sostiene che il Fall.to__ S.r.l. non avrebbe fornito alcune prova contraria a quanto sopra affermato; in particolare avrebbe dovuto provare, ai sensi dell\u2019art. 2697 c.c., che il plico ricevuto dal debitore ceduto tramite racc. a\/r non avrebbe contenuto alcuna lettera al suo interno.<br \/>\n<strong>13.<\/strong> Costituitasi in giudizio, la societ\u00e0 \u2026 S.r.l. deduce che, a far data dal mese di gennaio 2009, avrebbe effettuato diversi versamenti a favore del Fall.to__ S.r.l. per un totale di \u20ac 1.037.698,04 (docc. 44\/58), a riprova del mancato pagamento dell\u2019importo monitoriamente azionato solo per incertezza circa l\u2019identit\u00e0 del soggetto avente diritto allo stesso. Inoltre, essa deduce di condividere in parte i motivi d\u2019appello svolti dall\u2019appellante, con l\u2019eccezione del punto in cui la Cassa di Risparmio di C.____ chiede la condanna di \u2026 al pagamento dell\u2019importo di \u20ac 55.348,00 nella denegata ipotesi in cui non dovessero essere ritenute inopponibili da parte della debitrice ceduta le suddette cessioni di credito. In ipotesi l\u2019appellata sostiene che il pagamento della suddetta somma dovrebbe essere imputato al Fall.to S.r.l.,<br \/>\nla Corte, tutto quanto sopra considerato, ritenuto che:<\/p>\n<p><strong>14.<\/strong> I motivi d\u2019appello riguardano i) l\u2019efficacia della notifica della cessione del credito al debitore ceduto \u2026 S.r.l.; ii) l\u2019opponibilit\u00e0 della predetta cessione al Fall.to\u2026. S.r.l.; iii) l\u2019errata valutazione della documentazione in atti relativa alla dimostrazione della notificazione della cessione a \u2026 S.r.l.; iv) l\u2019errata applicazione degli artt. 2697 co. 2 e 2704 c.c.; v) la compensazione delle spese di lite tra \u2026 S.r.l. e la Cassa di Risparmio di C.____<br \/>\n<strong>15.<\/strong> L\u2019art. 5 del d.lgs 28\/2010 sulla mediazione, coordinato con le modifiche del \u201cdecreto del fare\u201d del 2013, testualmente prevede che \u201cil giudice, anche in sede di giudizio di appello, valutata la natura della causa, lo stato dell\u2019istruzione e il comportamento delle parti, pu\u00f2 disporre l\u2019esperimento del procedimento di mediazione: in tal caso, l\u2019esperimento del procedimento di mediazione \u00e8 condizione di procedibilit\u00e0 della domanda giudiziale anche in sede di appello.<br \/>\n<strong>16.<\/strong> Il provvedimento di cui al periodo precedente \u00e8 adottato prima dell\u2019udienza di precisazione delle conclusioni ovvero, quando tale udienza non \u00e8 prevista, prima della discussione della causa. Il giudice fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all\u2019articolo 6 e, quando la mediazione non \u00e8 gi\u00e0 stata avviata, assegna contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione\u201d;<br \/>\n<strong>17.<\/strong> La norma in esame intende incentivare strumenti di risoluzione delle controversie preposti a facilitare l\u2019accesso alla giustizia con l\u2019assistenza di un mediatore qualificato al fine di promuovere una stabile composizione amichevole delle controversie e di ridurre i costi del contenzioso civile, senza peraltro costituire un\u2019alternativa deteriore alla giurisdizione o all\u2019arbitrato, in attuazione dell\u2019art. 5 della direttiva 2008\/CE;<br \/>\n<strong>18.<\/strong> L\u2019esercizio della facolt\u00e0 descritta nella norma in esame \u00e8 demandato alla discrezionalit\u00e0 del giudice, anche in fase di appello, a prescindere dalla obbligatoriet\u00e0 o meno della mediazione ante causam o dalla vigenza o meno della norma prima dell\u2019introduzione della controversia, ed \u00e8 collegato a una preliminare considerazione della qualit\u00e0 delle parti e della particolarit\u00e0 della lite sottoposta al vaglio del giudice;<br \/>\n<strong>19.<\/strong> Nel caso in questione, come sopra esposto, non appaiono sussistere ostacoli all&#8217;esercizio di detto potere giudiziale, finalizzato a promuovere una stabile composizione bonaria della controversia, inerente a una vicenda commerciale relativa alla cessione di crediti, non apparendo sussistere significativi squilibri d\u2019interesse tra le parti o particolari esigenze di ottenere un\u2019interpretazione autorevole della legge o un precedente vincolante.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>P.Q.M.<\/strong><br \/>\n<strong>I.<\/strong> Assegna alle parti il termine di quindici giorni per promuovere il procedimento di mediazione innanzi all&#8217;organismo che ritengono pi\u00f9 idoneo per trattare la controversia commerciale in oggetto, a far tempo dalla comunicazione della presente ordinanza;<br \/>\nAssegna il termine di tre mesi per l\u2019espletamento del procedimento di mediazione;<br \/>\nDispone che le parti compaiano personalmente innanzi al mediatore designato;<br \/>\nDispone che l\u2019esito del procedimento di mediazione venga comunicato in cancelleria a cura dell\u2019ufficio del mediatore e nel rispetto dell\u2019obbligo di riservatezza;<br \/>\nFissa la data del 27.09.2016, ore 9:45 per l\u2019eventuale prosecuzione del giudizio innanzi alla Corte d\u2019Appello;<br \/>\nSi comunichi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Il Consigliere relatore<br \/>\nFrancesca Ficconi<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">\n<p style=\"text-align: center\">Fonte:\u00a0http:\/\/www.101mediatori.it\/sentenze-mediazione\/mediazione-in-appello-alternativa-utile-per-le-parti-520.aspx<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Corte di Appello di Milano, ordinanza 22.3.2016 Il giudice, anche in sede di giudizio di appello, valutata la natura della causa, lo stato dell\u2019istruzione e il comportamento delle parti, pu\u00f2 disporre l\u2019esperimento del procedimento di mediazione che in tal caso \u00e8 condizione di procedibilit\u00e0 della domanda giudiziale. 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