LA GESTIONE DELLA MEDIAZIONE IN VIDEOCONFERENZA

LA GESTIONE DELLA MEDIAZIONE IN VIDEOCONFERENZA

Conosciamo tutti l’importanza che nella comunicazione assumono la gestualità e l’espressività soprattutto quando si ha l’obiettivo di risolvere le controversie tramite la mediazione, con lo scopo di eliminare gli elementi di conflitto dalle parti. Oggi, grazie all'evoluzione tecnologica siamo in grado di operare un uso molto diversificato dei vari strumenti a nostra disposizione e questi, allo stesso tempo, consentono agli individui di adottare nuove modalità di utilizzo. La mediazione attuata tramite la videoconferenza non rappresenta solo un metodo alternativo di risoluzione ma anche un modo per far risaltare determinati elementi delle persone coinvolte…Read more …
TRIBUNALE DI VASTO, ORDINANZA DEL 23.4.2016

TRIBUNALE DI VASTO, ORDINANZA DEL 23.4.2016

Il Giudice, disponeva con ordinanza l’esperimento della procedura di mediazione per la ricerca di una soluzione amichevole della lite. Al primo incontro di mediazione la procedura, però, non sortiva esito positivo, dal momento che il mediatore prendeva atto della dichiarazione resa dalla parte invitata di non voler proseguire nella mediazione. Per tali motivi in giudizio la stessa è stata condannata dal Giudice  al versamento, in favore dell’Erario, di una somma pari all’importo del contributo unificato dovuto per il giudizio come conseguenza sanzionatoria della ingiustificata volontà di non prendere parte alla fase del procedimento di mediazione successiva…Read more …
RITIENE DI AVERE RAGIONE E NON PARTECIPA ALLA MEDIAZIONE

RITIENE DI AVERE RAGIONE E NON PARTECIPA ALLA MEDIAZIONE

Il Giudice Unico del Tribunale di Verona, sezione III Civile, con sentenza condanna la parte che, ritenendo di aver ragione non si è presentata nel giorno fissato per la mediazione. Dalla sentenza si deduce dunque che non è giustificata la mancata partecipazione in mediazione della parte che, sulla base delle proprie convinzioni, ritiene di disertare l’incontro per l’infondatezza delle avverse ragioni. Tale motivazione costituisce una valutazione soggettiva tipica delle dinamiche tra litiganti e va sanzionata con la condanna al pagamento di una somma pari al contributo unificato della causa, a prescinde dall’esito del…Read more …
AVVIO TARDIVO E VALIDITÀ DELLA MEDIAZIONE

AVVIO TARDIVO E VALIDITÀ DELLA MEDIAZIONE

Il tentativo di mediazione obbligatorio provato successivamente al termine di 15 giorni assegnato dal Giudice non invalida la procedura conciliativa, sia perché il termine non è da intendersi perentorio, sia perché si deve dare prevalenza all’effetto sostanziale dello svolgimento del procedimento.   Tutto ciò si deduce dal verbale della causa, con la quale il giudice respinge le istanze di improcedibilità sollevate dalle difese dei convenuti e assegna i termini ex art. 183 sesto comma c.p.c. nella misura di legge. Abbiamo raccolto il testo integrale della suddetta causa che potete leggere al link che…Read more …
INVIO DELLA DOMANDA DI MEDIAZIONE TRAMITE POSTA RACCOMANDATA

INVIO DELLA DOMANDA DI MEDIAZIONE TRAMITE POSTA RACCOMANDATA

Se si fa riferimento alla mediazione demandata, si deve avere riguardo non alla data di deposito della domanda di mediazione presso l'Organismo adito, ma a quella, in caso di utilizzo della posta raccomandata, di invio della medesima. Tutto ciò è funzionale ai fini della tempestività della "presentazione" della domanda di mediazione. Quanto detto si deduce dalla sentenza 14/09/2016, del Tribunale di Firenze. Il giudice, nell'ambito di un giudizio civile, presa nota della data di invio della domanda di mediazione per posta, che evidentemente era stata inviata entro la scadenza del termine assegnato, decreta la tempestività dell'adempimento. Abbiamo…Read more …
TRIBUNALE DI PAVIA, ORDINANZA 26.9.2016

TRIBUNALE DI PAVIA, ORDINANZA 26.9.2016

Premesso che il tentativo di mediazione non può considerarsi una mera formalità da assolversi con la sola partecipazione dei difensori, in quanto è evidente che i difensori sono già a conoscenza delle informazioni che darà il mediatore sul contenuto e le finalità della procedura di mediazione, sarà semmai necessaria la partecipazione delle parti personalmente o dei rispettivi procuratori speciali a conoscenza dei fatti e muniti del potere di conciliare e dei rispettivi difensori. Inoltre, considerato che già al primo incontro si possono creare le condizioni per una vera e propria mediazione, è necessario che le…Read more …
È COMPITO DEL MEDIATORE ACCERTARSI CHE AL TAVOLO DI MEDIAZIONE SI PRESENTINO SOGGETTI CON LA PIENA CAPACITÀ DI DISPORRE DEL DIRITTO CONTESO

È COMPITO DEL MEDIATORE ACCERTARSI CHE AL TAVOLO DI MEDIAZIONE SI PRESENTINO SOGGETTI CON LA PIENA CAPACITÀ DI DISPORRE DEL DIRITTO CONTESO

Se dinanzi ai mediatori conviene un interdetto, è il tutore che deve prendere parte al procedimento di mediazione. Bisogna infatti precisare, che al tavolo di mediazione debbano presentarsi soggetti con la piena capacità di disporre del diritto conteso. Per tanto, tenuto conto delle misure di protezione degli incapaci, ma anche della diligenza professionale cui deve godere il mediatore, l'interdetto deve essere assistito da un tutore. Sulla possibilità, però, di assumere decisioni nel corso del processo, il tutore non può, senza autorizzazione del Tribunale, procedere a transazioni. Il Tribunale di Varese, discutendo su di un caso…Read more …
CONTROVERSIE TRA CONSUMATORI E BANCHE: LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI VERONA

CONTROVERSIE TRA CONSUMATORI E BANCHE: LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI VERONA

In materia di controversie tra consumatori e banche, il Tribunale di Verona ha rinviato gli atti alla corte di Giustizia Europea, sollevando una questione pregiudiziale di interpretazione del diritto dell'Unione Europea. La questione ha riguardato la compatibilità tra la normativa Adr per i consumatori (Direttiva 2013/11) e la normativa prevista dal D.Lgs 28/2010, c.d. mediazione obbligatoria. In particolare il giudice ha chiesto alla Corte di esprimersi sulla possibilità del singolo Stato, di prevedere la mediazione obbligatoria per le controversie contrattuali derivanti da contratti diversi da quelli di vendita o di servizi. Questione che non si…Read more …
SE FUNZIONALE AL RAGGIUNGIMENTO DI UN ACCORDO L’AZIENDA SANITARIA DEVE FARSI PARTE ATTIVA DEL PROCEDIMENTO

SE FUNZIONALE AL RAGGIUNGIMENTO DI UN ACCORDO L’AZIENDA SANITARIA DEVE FARSI PARTE ATTIVA DEL PROCEDIMENTO

Quando l'oggetto della questione è la responsabilità professionale da colpa medica, anche l'azienda sanitaria, nella persona del funzionario delegato, può partecipare alla mediazione. Ciò è tanto più vero quando la presenza dell'azienda sanitaria è utile al raggiungimento di un accordo conciliativo, proprio come vuole la mediazione.   Nello specifico facciamo riferimento all'ordinanza del Tribunale di Roma nella quale si legge: "Trattandosi di azienda sanitaria, si ricorda che, laddove ciò dovesse essere utile per pervenire ad un accordo conciliativo, non vi sono ostacoli a che il funzionario delegato possa gestire la procedura e, nell'ambito…Read more …
PER DEFINIRE IL CONFLITTO NEL COMPLESSO IL MEDIATORE PUÒ FAR RIFERIMENTO A QUESTIONI CHE NON SONO STATE PORTATE IN CAUSA

PER DEFINIRE IL CONFLITTO NEL COMPLESSO IL MEDIATORE PUÒ FAR RIFERIMENTO A QUESTIONI CHE NON SONO STATE PORTATE IN CAUSA

In molti casi le questioni portate in giudizio, evidenziano solo in parte la lite in corso. Sul caso, con ordinanza si è espresso il Tribunale di Pavia. Il Giudice ha evidenziato che il mediatore può estendere l'oggetto della trattativa a questioni che non sono state portate in causa. Ovviamente ciò è ammissibile solo se le suddette questioni servono a definire il conflitto nel complesso. Vi consigliamo la lettura dell'ordinanza, il cui testo integrale potete trovare cliccando al link di seguito: http://www.conciliazionecila.it/2016/10/14/serve-definire-conflitto-nel-complesso-mediatore-puo-estendere-loggetto-della-trattativa-questioni-non-state-portate-causa/Read more …